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GRANDI RESTAURI NELLA CHIESA DI SAN DOMENICO, PROSEGUE LA CAMPAGNA PROMOSSA DA TIFERNARTE ODV

CITTÀ DI CASTELLO – “Prosegue – rende noto Marco Baldicchi, presidente dell’associazione di volontariato – la campagna di restauri promossa da TifernArte Odv che, con l’importante contributo economico dell’Associazione Palazzo Vitelli a S. Egidio e sotto la guida della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, ha iniziato a lavorare al grande affresco di S. Antonio abate posto sulla parete nord della Chiesa di San Domenico a Città di Castello, per poi passare all’adiacente Natività confinante con la porta d’ingresso prospiciente piazza San Giovanni in Campo”.

“Tale serie di interventi – sottolinea – si innesta su quelli già avviati dall’associazione Chiese Storiche, determinando così una bella sinergia tra le due associazioni tesa alla salvaguardia delle numerose opere d’arte qui conservate. L’intervento sta riportando alla luce un’opera di notevole qualità, divenuta con il tempo poco leggibile per gli strati di polvere ed altro sedimentatisi: la stessa è già attribuita ad Antonio Alberti da Ferrara (Ferrara, 1390-1400 – Urbino, 1442-1449), del quale si conserva in Pinacoteca un trittico a fondo oro proveniente dall’ex Chiesa di San Bartolomeo. Il suo periodo formativo si svolse con molta probabilità nelle Marche ed in Umbria a contatto con l’arte di Ottaviano Nelli e di Gentile da Fabriano, tutti e due artisti che hanno lavorato in città. Del Nelli si conserva un affresco con la “Dormitio Virginis” a Santa Maria delle Grazie, mentre il Vasari, nelle “Vite”, parla espressamente di Gentile intento a dipingere a Città di Castello. Quest’affresco appartiene in pieno a quel periodo della storia dell’arte chiamato “Gotico internazionale” che vede in questa chiesa alcuni importanti esempi. E chissà se da qualche parte, qui o altrove in città, emergerà anche la mano di Gentile. Recenti studi datano quest’affresco al 1424, data di consacrazione della nuova chiesa dei domenicani. Grazie ai restauri si sta procedendo allo svelamento di un’opera che riteniamo debba essere più attentamente studiata dagli storici dell’arte. L’iconografia si rifà alla “Leggenda di Patras”, manoscritto dell’anno 1.000 di notevole diffusione nei successivi secoli, ma anche ad altre fonti”.

“Queste opere, come altre -conclude Baldicchi” – necessitano di interventi conservativi e di valorizzazione di cui TifernArte Odv si fa promotrice. Città di Castello ha molto ancora da rivelare e questo dipinto lo dimostra appieno. La fine dei lavori è prevista per ottobre prossimo quando verrà organizzato un convegno di presentazione delle opere e dei restauri, di cui daremo notizia. TifernArte odv ha in serbo altri interventi per il prossimo futuro, sempre all’insegna della valorizzazione del nostro patrimonio storico artistico”.

GRANDI RESTAURI NELLA CHIESA DI SAN DOMENICO, PROSEGUE LA CAMPAGNA PROMOSSA DA TIFERNARTE ODV

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