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OGGI, 80 ANNI FA. DIARIO DEL 1944

CITTÀ DI CASTELLO – Nel 2024 ricorre l’80° anniversario della Liberazione e della Resistenza al nazifascismo nell’Alta Valle del Tevere. Fu un’epoca segnata dalla violenza della guerra, dalla lotta partigiana, dai sacrifici e dai lutti che gravarono su tutta la popolazione, ma anche un’epoca che fece riscoprire i valori della pace, della democrazia e della solidarietà.

“Nel corso dei prossimi mesi – spiega l’Istituto di Storia Politica e Sociale “Venanzio Gabriotti” – pubblicheremo sui social la rubrica “Oggi, 80 anni fa. Diario del 1944”.

Scandirà la Memoria di 36 avvenimenti che riguardano l’intero territorio della valle. La prima uscita martedì 23 gennaio, la seconda il 27 gennaio. Ci sarà un crescendo da fine aprile, con l’intensificarsi degli eventi della Resistenza e, poi, del passaggio del fronte bellico.

La rubrica, curata da Alvaro Tacchini, sarà proposta simultaneamente dall’Associazione “Amici della Biblioteca Carducci Odv” (Facebook ed Instagram), dall’Istituto di Storia Politica e Sociale “Venanzio Gabriotti” e da TTV.

 

23 GENNAIO
Sono le ore 12,30 di domenica 23 gennaio. A Città di Castello la guerra, sebbene sia un costante assillo per le privazioni che comporta e per i famigliari al fronte o in prigionia, sembra ancora lontana. D’improvviso si sente il rombo di aerei. La popolazione è stata preparata all’eventualità di bombardamenti nemici. Tuttavia, finora, la minaccia non si è mai concretizzata. Quegli aerei sono Liberators del 449° Bomber Group degli Alleati. Dovevano forse colpire lo scalo ferroviario di Ponte San Giovanni, ma per la scarsa visibilità stanno cercando degli obbiettivi secondari. Appena la nebbia si dirada, intravedono il sobborgo del Gorgone a Città di Castello e la strada provinciale che conduce all’Adriatico. Scaricano lì una trentina di bombe di grosso calibro. Il diciassettenne Mario Senesi sta tornando a casa dalla messa. Cerca riparo sul bordo della strada; la gran mole di terra sollevata da un ordigno lo seppellisce e lo soffoca. Muoiono anche il muratore Giovanni Guerrieri e il contadino Elio Mariangeli. In città è in funzione un sistema di allarme aereo, ma quella mattina non invia alcun segnale di pericolo.

Di lì a poco si consuma una tragedia di enormi proporzioni. Tre aerei, probabilmente della stessa squadriglia che ha colpito Città di Castello, bombardano Urbania, sugli Appennini a poca distanza dalla valle. La località non ha rilievo militare. La gente sta uscendo dalla messa e affolla il centro urbano. Si calcoleranno 250 morti, 515 feriti e 284 case distrutte. Ormai la guerra è arrivata anche da noi.

Nelle foto: aereo su Città di Castello in epoca bellica; bombardamento della città in un disegno di Fernando Fusco; Mario Senesi; i crateri scavati dalle bombe in una foto ripresa da un ricognitore alleato (g.c. Giovanni Cangi).

Per approfondire: https://www.storiatifernate.it/…/i-bombardamenti-di…/

OGGI, 80 ANNI FA. DIARIO DEL 1944

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